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»"TRIBE GENERATION" - Luglio 2001« |
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Punk rock al decollo col nuovo album dei BLINK 182. Tornano le allusioni sessuali e la carica ironica della band. E non solo. Perché nel disco c’è dell’ altro. Come ci spiega Travis… Il titolo del nuovo album dei blink 182 è rappresentato da tre disegni piuttosto innocenti che nascondono (neanche poi molto) un gioco di parole dagli espliciti riferimenti sessuali. C’è un aereo che decolla (Take Off), un paio di pantaloni (Your Pants) e una giacca (Jacket) e, come in un rebus dei vecchi telequiz di Mike Bongiorno, la frase misteriosa dovrebbe essere "Take Off Your Pants And Jacket", ovvero ‘togliti i pantaloni e la giacca’. "No, non è esattamente così, troppo semplice", mi suggeriscono dalla loro casa discografica, "prova a pensare alla frase in maniera fonetica, così come deve essere pronunciata. Hai tempo fino alle nove di stasera, quando ti chiamerà Travis…". E così è stato, anche se la puntualità non fa parte del dna della band californiana. Ma che ci volete fare, sono pur sempre rock star…
-Ok, Travis, allora qual è la soluzione del rebus? Prova a scrivere la frase "Take Off Your Pants And Jacket" e pronunciala velocemente a voce molto alta, quella che dirai sarà "Take Off Your Pants And Jack lt!, ovvero calati i pantaloni e… inserisci il tuo coso… Non credo che ci sia bisogno di altre spiegazioni.
-No, tutto chiaro! Di chi è stata l’idea? Di Larry Palm, il nostro tecnico delle chitarre, mentre la trovata di utilizzare dei simboli circolava da tempo nella band. Non volevamo utilizzare ancora una fotografia o dei fumetti. Meglio qualcosa di semplice e allo stesso tempo diretto.
-Avete impiegato davvero poco a realizzare un nuovo album; avete scritto queste canzoni mentre eravate in tour? No, non avevamo mica tutto questo tempo. Le abbiamo scritte in sole due settimane, alla fine del tour di "The Mark, Tom And Travis Show". Le abbiamo provate per altre due settimane e poi abbiamo iniziato a registrare. Io ho fatto le mie parti di batteria in soli tre giorni mentre Mark e Tom hanno completato il loro lavoro in un paio di mesi.
-Soltanto tre giorni? Si, io sono un batterista molto preciso e i nostri brani sono piuttosto semplici, non ho bisogno di ripeterli a lungo. Per Mark e Tom è diverso. Non è che sono meno bravi, devono solo curare molti più particolari, oltre ovviamente alle sovraincisioni. Inoltre, quando sono in studio, loro si divertono sempre a cercare nuove soluzioni, a modificare dei testi o delle melodie e cosi impiegano più tempo. Comunque complessivamente ci abbiamo messo davvero poco rispetto a molti dischi iperprodotti che circolano sul mercato.
-Dove l’avete registrato? Io ho realizzato le mie parti di batteria a Hollywood, in un posto chiamato Lereby East, mentre Mark e Tom hanno fatto tutto a San Diego, al Segnature Sound. Il produttore è sempre lo stesso, Jerry Finn, con cui abbiamo lavorato per "Enema Of The State" e per il live.
-Questo nuovo album ha un sound piuttosto grezzo e aggressivo, pensavo quasi che lo aveste registrato tutti insieme, magari in presa diretta… No, non è così, ma l’effetto è sicuramente quello. È il nostro disco più duro e più veloce in assoluto, ancora più di "Cheshire Cat" e "Dude Ranch" i primi due album. Forse questa aggressività è dovuta al fatto che abbiamo scritto e registrato in poco tempo, in maniera totalmente istintiva e spontanea. Non avevamo in mente di fare un disco così, anzi, non avevamo proprio progettato nulla a tavolino.
-Vorresti descrivermi le nuove canzoni una per una? Oddio, non ho ancora imparato tutti i titoli, è un po’ difficile…
-Non preoccuparti, ho io la lista, iniziamo con "Anthem Part Two"… È esattamente il seguito di "Anthem", canzone presente su "Enema Of The State". Volevamo che ci fosse un collegamento con l’album precedente, qualcosa che segnasse chiaramente la continuità. Quando l’abbiamo scritta però avevamo in mente anche un'altra canzone, "Might Alien Do Exist" e penso che alla fine "Anthem Part Two" sia un incrocio tra le due. Fondamentalmente è una canzone che parla dei kid, di quando eravamo ragazzini noi, e di quelli che vengono ad assistere ai nostri show.
-E "Ondine Song"? Finalmente vi siete decisi ad affrontare la tecnologia… Esatto, è una canzone d’amore ambientata nell’ epoca di internet, tra persone che si conoscono soltanto in maniera virtuale, in chat.
-È una cosa che è capitata anche a te? Assolutamente no! Giravo per la rete a conoscere gente quando ero più giovane, ma adesso non lo faccio più. Trovo la cosa piuttosto spaventosa perché alla fine non sai veramente con chi stai parlando, non conosci le sue intenzioni. Inoltre spesso ci sono persone che si presentano come splendide ragazze mentre in realtà sono dei signori di una certa età! No, non è una cosa che fa per me.
-"First Date" invece mi è sembrata una vera e propria canzone d’amore… Questa l’ ha scritta Tom in un suo momento romantico. Racconta delle emozioni che si possono provare quando si incontra una ragazza e si esce con lei per il primo appuntamento. Sensazioni forti che vorresti non finissero mai!
-"Happy Holydays" parla delle vostre vacanze? No, il tema principale è il sesso con i propri parenti! È chiaramente un brano ironico, ma ha un sottofondo di verità. Le vacanze sono il momento in cui le famiglie si riuniscono e in cui incontrano tutti i parenti, vicini e lontani, cosa che non succede durante gli altri periodi dell’anno, sai, bisogna lavorare!
-"Story Of A Lonely Guy" a cosa si riferisce? Questo proprio non lo so. L’ha scritta Tom e, onestamente, non ci ha detto nulla riguardo alla sua fonte d’ispirazione. Non è l’unico brano di cui non so darti spiegazioni, capita anche con "Roller Coaster", scritta da Mark, o "Reckless Abandon".
-"The Rock Show" è qualcosa che riguarda i vostri concerti? No, è un tuffo nel passato. Volevamo ricordare quel periodo in cui eravamo noi ad andare a vedere le altre punk band suonare in giro per piccoli club. Però, più che alla musica il brano si riferisce all’atmosfera e soprattutto, alle ragazze che incontravamo in quelle situazioni, alle storie d’amore che potevano nascere e a volte anche continuare.
-Sono cose che capitavano solo in passato? Direi di si, visto che sono ufficialmente fidanzato e sono in procinto di sposarmi. Inoltre la mia ragazza è sempre con me in tour e la cosa mi fa davvero piacere.
-"Stay Together For The Kids" è invece un episodio sofferto e drammatico… Assolutamente, e racconta del divorzio dei genitori di Tom, quando lui era bambino. Il brano vuole essere una sorta di aiuto per uscire e riprendersi da queste situazioni traumatiche, per i genitori e, soprattutto per i figli. Penso che scrivere una cosa del genere abbia fatto molto bene a Tom per la sua situazione personale. Questa è una delle nostre canzoni serie, come "Adam’S Song"; spesso la gente si concentra sui nostri aspetti più comici e teatrali e non considera il fatto che siamo in grado di rappresentare anche situazioni serie e drammatiche. Alla fine, pensandoci bene, nel nostro repertorio ci sono più canzoni serie che ironiche mentre il lato divertente è quello che prevale dal vivo, con gli intermezzi e le battute.
-Ci sono poi diverse canzoni d’amore… Si, per esempio, "Every Time I Look For You" e "Give Me One Good Reason". Non credo che nei dischi passati avessimo messo così tante canzoni d’amore. Forse è perché siamo tutti e tre molto innamorati!
-"Shut Up"… È il nostro grido di rabbia contro le persone che ti giudicano e ti vogliono imporre il loro modo di pensare e di vivere. Non sopporto che qualcuno mi venga a dire cosa è giusto e cosa è sbagliato.
-"Please Take Me Home" rappresenta la vostra nostalgia di casa quando siete in tour? Certo, negli ultimi anni siamo stati parecchio in giro e quando arrivi alla fine di un tour tutto quello che desideri è poter restare per un po’ in pace a casa, senza far niente! Comunque adesso abbiamo già ripreso a suonare negli Stati Uniti, prima ancora della pubblicazione del disco, e penso andremo avanti ancora a lungo.
-Quando pensate di venire in Italia? Escludendo alcune visite lampo per promuovere il disco, al inizio del prossimo anno.
-"Reckless Abandon" si apre con lo scricchiolio tipico di un vecchio venile… È un piccolo tributo a questo formato. In realtà lo abbiamo campionato da un disco, era l’unico modo possibile. Solitamente non utilizziamo molto trucchi in studio, questo è davvero uno dei pochi in tutta la nostra carriera.
-Pochi mesi fa mi avevi raccontato che ti stavi allenando come DJ. Sei migliorato? Porto sempre con me i piatti e ora ho comprato anche una drum machine. Avevo iniziato quando mi ero rotto una mano e quindi non potevo suonare la batteria; siccome la cosa mi ha preso, continuo a farlo. Adesso ho anche comprato una batteria con la doppia cassa che utilizzo quando suono con alcuni amici. Probabilmente inizieremo un progetto parallelo, qualcosa che stupirà tutti. Voglio suonare in maniera veramente aggressiva, grind core o speed metal, chiamalo come vuoi! Insomma, l’aggressività degli slayer unita a rumori e scratch; comunque dovrete aspettare ancora un po’ di tempo, adesso sono troppo impegnato con i blink.
-Vi è mai capitato di essere banditi da catene di alberghi o linee aeree? No, non siamo quel tipo di band, in generale non facciamo mai nulla di così grave. Ieri a Chicago mi sono divertito a lanciare banane dalla finestra del mio albergo, ma non è successo nulla. In fondo c’è una certa differenza tra una banana e un televisore!
-Tra le varie iniziative che state portando avanti c’è anche la pubblicazione di un libro… Si intitolerà "Tales From Beneath Your Mother" ed è stato scritto da Anne, la sorella di Mark. Racconta i nostri primi anni di vita come band ed è sorta di diario con molte foto inedite.
-Cosa mi racconti del video di "The Rock Show"? È stata una delle esperienze più divertenti del intera storia dei blink. Abbiamo preso tutti i soldi che ci avevano messo a disposizione, abbiamo comprato televisori e vecchie auto e li abbiamo letteralmente sfasciati! Oltre a questo abbiamo dato via molti soldi in contanti alla gente che vive per strada nei quartieri più poveri di Los Angeles; inoltre abbiamo pagato anche chi si presentava con il taglio di capelli più divertente e assurdo. Tutti erano felici, visto che regalavamo soldi!!
-Una cosa che hanno fatto anche gli Offspring, una sorta di lotteria che aveva in palio in milione di dollari… C’è una piccola differenza: gli Offspring regalavano i loro soldi, noi quelli di qualcun altro. Non siamo mica scemi. In questo video mi sono divertito di più perché non dovevo recitare nè ballare, ma soltanto essere me stesso.
-Spesso vi siete fatti accompagnare da personaggi bizzarri, come la pornostar sulla copertina di "Enema Of The State"… Jeanine è davvero cool, anche se dopo le photosession non l’abbiamo più incontrata. Molta gente si è sentita offesa per questo fatto. Non c’era nulla di scandaloso, ma alcuni erano irritati soltanto perché è una pornostar molto famosa. D’altronde siamo costretti ad applicare un adesivo su ogni nostro disco e a pubblicarne due versioni, di cui una censurata.
-E cosa cantate al posto delle parole incriminate? Nulla, ci sono soltanto dei bip. Piuttosto trite come cosa…
-Cosa mi racconti invece dei Mini-Blink… Sono stati grandi, ci hanno rappresentato perfettamente! Li abbiamo mandati agli European Music Awards perché eravamo impegnati a registrare e devo dire che nelle grandi occasioni sono davvero impeccabili. |
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