INTERVISTA
// TRIBE GENERATION - GENNAIO 2004
NO, NON E' LA TERZA ETA'
L'hanno chiamato il disco della maturità. Ma ai Blink 182 di essere etichettati come nonnetti non va giù per niente. Altro che bravi ragazzi: Tom, Mark & Travis sono sempre i punkettoni di un tempo. Solo, hanno spostato oltre i confini il loro sound. Tutto ok, allora. Ma non chiedetegli "what's your age again?"...
St. Louis, Missouri. È l'una del pomeriggio
al St. Louis Mills, tredicimila metri quadrati di rampe, rotaie e piattaforme, una
vera delizia per le gambe e i piedi di skateboarder, skater e campioni di bmx. Durante
la mattina Adam McNatt si è sdato con le sue dimostrazioni di abilità su skate,
adesso manca appena un'ora a uno dei momenti clou della giornata: l'ascolto per
intero e in anteprima del nuovo, omonimo album dei Blink 182. C'è attesa, i campioni
(e soprattutto gli aspiranti tali) adesso sembrano più interessati al volteggiare
delle bacchette di Travis che a quello delle tavole. Ottima cosa, visto che da tempo
gira la voce che questo nuovo album dei Blink sia più maturo. E invece, dopo l'ascolto
il pubblico è convinto. Letteralmente conquistato. Crescita sì, dunque, per la band
californiana, ma niente problemi. Il pubblico a quanto pare segue compatto. E di
maturare troppo non ha tutta questa voglia. Al punto che il sito ufficiale della
band ha dovuto diffondere un comunicato (serio? scherzoso? arduo stabilirlo...)
in cui, su pressione del governo e delle forze di polizia locali, si invitano i
fan a non taggare il logo dei Blink in giro per il paese, insozzando muri, vetrine
e soprattutto macchine degli agenti di pubblica sicurezza...
Per fortuna, qui al St. Louis Mills di poliziotti e macchine da insozzare non c'è
traccia. Dei Blink 182 invece c'è la band al completo, pronta alla chiacchierata
sul nuovo album...
Mark, perché avete scelto il nome del gruppo
come titolo del disco?
"Dopo gli ultimi due album, 'Enema Of The State' e 'Take Off Your Pants And Jacket',
vi aspettavate un altro titolo da cazzoni, eh? E invece no. Siamo cambiati e di
molto. Ci siamo rotti di sentirci dire quello che dobbiamo e non dobbiamo fare.
'Blink 182' vuol dire questo. Basta sottostare alle regole degli altri. Abbiamo
voluto fare tutto da soli. Vero Travis? Vero Tom?"
Appunto, tu cosa ne pensi, Tom?
"Non vogliamo assecondare per forza quello che la gente dice. Sono mesi che si parla
del titolo del nostro album sulle riviste musicali ma nessuno ne ha mai azzeccato
uno. Il titolo è una scelta che spetta a noi. Solo a noi."
In molte riviste specializzate è stato scritto
che l'album ha un suono molto più 'maturo' rispetto ai precedenti. Mark, cosa significa
per te 'un suono maturo'?
"Mhm... Non so se è più maturo rispetto agli altri. Penso che quando usi la parola
'maturo' questa può essere riferita a cose molto differenti, a persone diverse una
dall'altra. La parola maturo mi sembra poco appropriata. Maturo... ma che cosa vuol
dire? Per me maturo è come dire che sei 'vecchio dentro', che 'sei rimasto indietro',
o peggio 'palloso', 'nonno'. E io col cavolo che mi sento così quando suono. La
parola giusta per definire il nostro album è 'progresso'. Abbiamo fatto molti tentativi
in questo album, abbiamo sperimentato nuovi arrangiamenti, strumenti diversi, suoni
completamenti diversi per noi. Di sicuro abbiamo fatto dei passi in avanti."
Per te valgono le stesse idee, Travis?
"Sì, penso che abbiamo imparato molto in questi due anni. Come ognuno dovrebbe...
Però parlare di maturità mi sembra che non c'entri proprio."
Tom?
"La maturità non ha niente a che vedere con la personalità. Voglio dire che noi
tutti siamo le stesse persone di prima. Quando paragoniamo la parola 'maturità'
al nostro modo di fare musica, è perché anche chi ci ascolta si evolve e cambia.
E questo vuol dire maturare, evolversi attraverso l'esperienza. Ma noi rimaniamo
i soliti 'cazzoni'."
Io ho sentito l'album e vi ho ascoltato
quest'estate a Reading: non potete dirmi che non siete cambiati. Secondo te cosa
c'è di nuovo nel vostro disco, Mark?
"Vogliamo essere altro da quello che la gente si aspetta. Non ci riconosciamo più
nella solita immagine; è strano, lo so, ma è così. Però, se trasmetti genuinità
e sincerità, la gente lo capisce: è questo l'aspetto più importante a cui abbiamo
pensato tutti mentre stavamo lavorando al nuovo album. Le prese di posizione del
tipo... 'ok, facciamo questa canzone così perché la precedente è piaciuta' invece
sono controproducenti. I musicisti che sono rimasti fermi sulle loro posizioni fanno
ancora la stessa musica da quindici anni. Non mi far fare dei nomi, ma penso che
tu li sappia benissimo.."
Se non li fai tu i nomi, figuriamoci io.
Però nella musica di oggi, Tom, pensi che sia sufficiente essere se stessi?
Certo. È così che ognuno inizia a suonare. Per stare insieme, per passare dei bei
momenti e farti sentire meglio. È perfettamente inutile farsi paranoie. Nessun problema.
Suoni e basta, non hai nessun fan o giornalista a cui rendere conto. Devi solo pensare
che la tua musica avrà fan perché piace prima di tutto a te stesso. È questo il
modo migliore di farsi conoscere: essere se stessi."
Travis, quali canzoni del disco preferisci?
"L'altra sera ero in macchina con un giornalista e avevo la chitarra. Mi ha detto
di fargli sentire due o tre canzoni del nuovo album, ma io gli ho risposto che non
era possibile. E quali avrei dovuto suonargli, se sono tutte così diverse l'una
dall'altra? Non puoi giudicare un album dopo aver ascoltato tre canzoni. Sono talmente
diverse che mi sembra stupido dirti mi piace questa o quell'altra. È un tutt'uno
che non si può giudicare a pezzi."
La copertina dell'album sembra un quadro
di arte contemporanea. Ma chi vi ha dato l'ispirazione? Tom, come mai tanta sensibilità
artistica?
"Le facce sorridenti rappresentano qualcosa come... la nostra gioventù. Sorrisi
inconsapevoli, senza pensieri. Oggi non siamo più quelli. E le crocette che si vedono
proprio gli occhi significano questo. È finita l'adolescenza. I Blink 182 come li
avevate conosciuti finora sono morti, ormai. E poi ci sono le freccette che vanno
a sinistra. Un modo di dire basta con i vecchi schemi, usciamo di qua. La sinistra
rappresenta un modo di pensare molto liberale, è una direzione che sentiamo nostra
in questo momento."
Mark, è successo qualcosa durante gli ultimi
due anni che vi ha cambiato?
"No, ma abbiamo avuto molto tempo per scrivere, provare, suonare e riflettere prima
di registrare il disco. Ci abbiamo messo tanto a realizzarlo, ma è venuta fuori
la nostra vera identità. Il nuovo album è il primo che realizziamo senza condizionamenti
esterni. È esattamente quello che volevamo."
Travis, qualcos'altro da aggiungere rispetto
alle cose che vi hanno cambiato negli ultimi due anni?
"Certo. Essere innamorato e avere un bambino con la donna che ami è una delle cose
più belle che ti possa succedere. I bambini, le mogli... è normale che qualcosa
sia cambiato nel gruppo. Ma sono fatti che non hanno a che fare strettamente con
la musica. È la nostra vita a essere cambiata, e parecchio."
Mark, so che due anni fa hai pensato di
mollare tutto. Pensi che questo abbia avuto qualche ripercussione sul disco?
"Certo. Tutto ciò che ti succede nella vita influenza la musica. E anche tutto quello
che succede nel mondo la cambia. Lo sai, ci sono stati tanti cambiamenti. Ci siamo
sposati, abbiamo avuto dei figli, è cambiato un po' tutto in questi ultimi due anni.
Dopo 'Enema Of The State' le cose hanno preso un certo verso... Ma quel che è cambiato
notevolmente è la mia visione del mondo. Quando ti nasce un figlio cambia tutto.
Non pensavo che fosse così, ma è proprio vero. Guardi le cose che ti accadono intorno
con tutta un'altra ottica."
Per quanto riguarda i testi, c'è qualcosa
di differente rispetto agli album precedenti?
"Quel che è cambiato è il rapporto tra le parole e la musica, il senso del ritmo.
In questo album ci sono canzoni aggressive, ma quando dico aggressive non significa
che la musica lo sia effettivamente. Anche un pezzo lento può provocarti l'effetto
di un pigno in faccia. Alcuni testi parlano di problemi, altri no. Forse è perché
in questi anni quello che è successo nel mondo ci ha un po' cambiati tutti. Noi
abbiamo viaggiato in tutti i continenti per oltre un anno e di cose che non vanno
ne abbiamo viste tantissime. C'è in giro tanta di quella merda... È normale che
se vedi e vivi situazioni al limite poi ti porti dentro un senso di malinconia che
viene fuori nel suono e nei testi delle canzoni."
Come scrivete le canzoni? Mentre siete in
tour, ognuno per conto proprio o tutti insieme...?
"Individualmente. Ognuno di noi pensa agli accordi o più semplicemente alle melodie
e poi ne discutiamo insieme. Vediamo quello che si può prendere e quello che c'è
da cambiare. Travis inizia dando il ritmo con la batteria mentre io e Mark lo seguiamo
alla chitarra. È così che nascono i nostri pezzi. Questo disco lo abbiamo realizzato
tutto da soli. E non soltanto in studio, ma mentre eravamo in tour, negli alberghi,
in aereo, ovunque. Per la registrazione abbiamo seguito un sistema differente rispetto
tutti gli album realizzati in precedenza. Invece di entrare in uno studio di registrazione
con tutto l'album pronto, questa volta ci siamo andati solo quando avevamo pronta
una canzone. È molto, molto meglio scrivere canzoni e registrarle al tempo stesso.
Ogni giorno si può cambiare qualcosa. Lavorare in questo modo evita la noia di dover
registrare tutte le parti di batteria una volta sola, o di ripetere centinaia di
volte un accordo."
Come descrivereste il suono del vostro nuovo
disco, e come pensate sarà accolto dai vostri fan più fedeli, quelli che vi ascoltavano
otto anni fa e non hanno ancora smesso di farlo?
"Tu ami i Beatles o non li ami. Oppure tu ami i Metallica o no. Quello che voglio
dire è che quei gruppi hanno fatto un sacco di musica spesso molto differente, hanno
attraversato stili diversi eppure... Il nostro album è un album dei Blink 182. Solo
che c'è una parte di noi che non avevamo ancora messo in mostra. Tutto qui."
Sì, Tom, però i Blink 182 non sono i Beatles
e nemmeno i Metallica. Pensi veramente che chi vi ascoltava prima continuerà a farlo
ancora?
"Sì, o almeno credo. L'importante è che si aggiungano altri che ancora non ci conoscevano.
Però io spero che chi ci ha conosciuti in un certo momento non ci abbandoni proprio
ora."
Travis, il vostro cd ha anche una sorpresa
per chi lo compra...
"Abbiamo pensato di inserire una sorta di filmato che rappresenta il nostro animo
più 'vero'. Sono le immagini girate in Giappone, Europa e Iraq, quando siamo andati
a trovare i ragazzi dell'esercito americano in guerra. Poi ci sono dei 'pezzi' che
descrivono la nostra vita insieme, i momenti di stanchezza e quelli di gioia. Ci
siamo noi senza trucco. Sono ventidue minuti che girano sullo schermo del pc mentre
state ascoltando la nostra musica. Una specie di cd rom artigianale."
I musicisti sono una delle categorie che
guadagna più soldi negli Stati Uniti. Travis, come hai investito il denaro che hai
incassato in questi anni?
"Puoi cambiare domanda?"
E tu, Tom?
"Sono cose noiose. A chi vuoi che interessino queste notizie?"
Mark, com'è cambiato il vostro modo di spostarvi
durante i tour?
"In questi ultimi cinque anni è cambiato tutto. Abbiamo sempre girato in camioncino:
ci montavano gli strumenti e il palco, e spesso dovevamo dormire letteralmente per
terra. La prima volta che abbiamo dato venti dollari a un nostro amico che ci aiutava
a montare gli strumenti mi sono detto: 'Cazzo, non ci posso credere'. Anche oggi
ci muoviamo con un camion, ma abbiamo utilizzato pure aerei privati. Se però quello
che mi vuoi chiedere è se i soldi ci hanno cambiato, ti rispondo subito di no. Certo,
è una figata prendere un aereo privato che ti porta da una parte all'altra del mondo
velocemente. Però non ci siamo montati la testa, abbiamo ben presente da dove siamo
arrivati."