»"MTV Italia TRL" - 20 Giugno 2001«

Foto a TRL con Tom e Travis (Blink 182) e Marco e Giorgia (Presentatori TRL Italia) - 20/06/2001La situazione la conoscete già: i Blink arrivano a TRL in piazza Duomo e portano lo scompiglio. In un caldo pomeriggio di giugno, Mark e Travis (Tom, presumiamo, era insieme alla novella sposa!) vengono a bissare –se non superare- il successo della loro prima apparizione allo show pomeridiano con Marco e Giorgia dell’anno precedente. Nella bolgia generale della cabina regia, e cercando di sovrastare le urla dei fan in strada, strappiamo una decina di minuti ai punk-rockers più pop(olari) del momento. E soprattutto, la prima cosa che chiediamo loro è…ma cosa ha di tanto oltraggioso il titolo del loro nuovo album, “Take Off Your Pants And Jacket”?

 

-Da sempre vi piace giocare con i titoli dei vostri album. E anche questa volta non avete fatto eccezione: ma cosa significa esattamente il gioco di parole di “Take Off Your Pants and Jacket”?
Mark: ‘Jack it’ in americano vuol dire ‘masturbarsi’, quindi in pratica il titolo sta per ‘togliti i pantaloni e masturbati’.


-Sembrerebbe che sia “Enema Of The State” che “Take Off Your Pants and Jacket” prestino molta attenzione al sesso. Siete forsi ossessionati dall’argomento?
M: Travis ed io siamo molto più a nostro agio con il sesso. Tom non ama le ragazze e alle ragazze lui non piace, quindi avverte un grande senso di frustrazione e ha continuamente la necessità di scrivere canzoni che parlino di sesso, ha bisogno di parlarne per sentirsi meglio. Travis ed io siamo fidanzati quindi non abbiamo la tendenza a parlarne troppo. Sai come si dice ‘il cane più piccolo è quello che abbaia di più’.

 

-Vorreste spiegarci come è nato il vostro nuovo album e svelarci la chiave di lettura delle track?
M: Penso sia l’album migliore che abbiamo fatto. C’è un po’ di tutto, canzoni lente e canzoni pesanti, velocissime, anche i testi sono i migliori che abbiamo mai scritto.


-Ci sono alcune canzoni, molto ironiche, che raccontano storie basate sullo scherzo. Non temete che, ancora una volta, la parte più conservatrice della società americana vi accusi di ispirare, in chi vi ascolta, cattivi comportamenti, un po’ come successe per “Adam’s Song”?
M: Assolutamente no. Penso che si dia troppa attenzione al rock. C’è la tendenza ad incolpare il rock di tutti i problemi del mondo, se tuo figlio prende una decisione così terribile, dopo aver ascoltato una canzone lenta, significa che forse non hai fatto un grande lavoro come genitore. La musica è dura come ogni altra cosa, penso sia compito dei genitori, non degli artisti, avere il controllo sulle persone.


-A differenza dei lavori precedenti, la copertina di “Take Off Your Pants and Jacket” è piuttosto sobria: non ci sono immagini sexy, nè foto, cartoon o immagini colorate o folli. Ci spiegate il perché di questa scelta?
M: Non volevamo avere una copertina troppo appariscente, abbiamo deciso di avere qualcosa di semplice.


-Per il video di “The Rock Show”, avete trovato un modo piuttosto interessante di investire i migliaia di dollari che avete guadagnato: volete dirci qual’è stata la parte più difficile da girare?
M: La parte più difficile è stata quando dovevamo dare il denaro alla gente per strada, perché la maggior parte di loro non lo voleva prendere, pensavano fosse uno scherzo o che gli sarebbe capitato qualcosa di brutto, tipo essere presi a botte. La maggior parte delle persone diceva di no, perché l’abbiamo girato a Los Angeles, dove nessuno si fida degli estranei.


-Di chi è stata l’idea di rasare i capelli alla signora anziana? Ed è stata soddisfatta alla fine del taglio?
Mark (a Travis): L’hai avvicinata tu? Travis: Sì. Non ha avuto molta scelta, le abbiamo detto che le avremmo tagliato i capelli, aveva delle forcine, quindi le ho tolto le forcine e le ho fatto quella pettinature in cui i capelli sono rasati sul davanti e lunghi di dietro. M: Stava malissimo. Era incredibilmente brutta.


-E le lapdancer che tagliano l’erba? Ricordano in qualche modo quelle sulla copertina dell’album degli Zebrahead…
M: Mi piacciono gli Zebrahead, li trovo cool, ma non ho mai visto la copertina del loro disco.


-I vostri video sono sempre stati molto divertenti da guardare. Che peso pensate abbiano avuto i video e la scelta di grandi registi come Marcos Siega nell’incrementare il vostro successo?
M: Penso che i nostri video abbiano permesso ai nostri fan di capire meglio la nostra personalità e la nostra identità come band. L’ultimo video, “The Rock Show”, è quello che ci rappresenta meglio, lì non facciamo gli stupidi, siamo davvero noi stessi.


-Il vostro amore per il cinema va ben oltre i vostri video: avete preso parte ad “American Pie” e una delle canzoni del vostro album fa parte della colonna sonora del sequel. Avete mai pensato di occuparvi seriamente di soundtrack e magari di realizzare un film sui Blink?
M: Non penso faremo un film sulla nostra vita, non so a chi potrebbe interessare e in ogni caso non sarebbe un grande film, ma chi lo sa, forse, in futuro…In ogni caso, sembra una cosa troppo difficile da fare, sarebbe un obbiettivo forse troppo grosso.


-Lo scorso anno, quando veniste in Italia per l’Independent Days Festival, non veniste accolti molto bene. Che cosa avete provato all’epoca e pensate di ritornare e prendere ‘il toro per le corna’, affrontando la folla arrabbiata di Bologna?
T: Non avevamo idea di quello che sarebbe successo a Bologna. Pensavamo di avere molti fan là, e quando ci hanno tirato tutte quelle cose sul palco è stato un grosso shock. Tuttora non sappiamo per quale motivo sia successo, ci hanno detto che forse erano i fan dei Limp Bizkit, ma abbiamo suonato molte volte con i Limp Bizkit negli States e non abbiamo mai avuto problemi. Penso che si sia trattato solo di gente ignorante e idiota, non ne ho idea. Mi piacerebbe confrontartmi con loro, ma non ho idea del perché l’abbiano fatto. Per noi è stato molto imbarazzante.


-E tornerete a suonare in Italia?
T: Naturalmente, ma questa volta ci equipaggeremo, porteremo degli scudi e degli elmetti, così riusciremo a suonare fino alla fine, anche se ci tireranno roba sul palco.


-Fra poco lancerete la Atticus, una linea di vestiti: di cosa si tratta esattamente e quale sarà il pezzo forte della collezione?
M: In realtà, la società non appartiene ai Blink 182, è di alcuni nostri amici e noi ci limitiamo a indossare i loro vestiti. Si è sparsa la voce che fosse nostra, ma non lo è.


-Il vostro sito è sempre stato il mezzo di maggiore informazione per i vostri fan, avete regalato agli users delle preview dell’album e addirittura un brano dell’album si intitola “Online Song”, quindi presumiamo che la comunità online sia molto importante per i Blink. Ma qual è la vostra opinione su ciò che viene ormai definita ‘la pirateria moderna’, vale a dire Napster e simili, che in qualche modo rappresentano una vera forma di ribellione punk?
M: Penso che le band dovrebbero avere la possibilità di controllare il modo in cui la loro musica viene distribuita. Se una band come i Limp Bizkit vuole che il proprio album sia scaricabile da Napster non vedo cosa ci sia di male, mentre se i Metallica non lo vogliono, dovrebbero essere ugualmente accontentati. Penso che Napster e altri programmi del genere rappresentino un mezzo importantissimo per le band esordienti che lottano per farsi conoscere e che magari non possono permettersi di fare un tour o di registrare un album. Oggi, grazie ad internet, puoi registrare il tuo album sul computer e metterlo online, risparmiando un sacco di soldi. Quindi penso sia fantastico per chi sta iniziando adesso.

 

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